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Aspettare, per esserci.

Post ricette (1)

Il tempo, il mio e degli altri. Come smettere di pensare che non sia eterno? Come accettare che sia già andato? Come esserci e basta?

Il fatto è che non lo so o non voglio saperlo fino in fondo.

Piano piano, piccoli gesti precisi e misurati, tanta pazienza, curiosità infinita per questa cosa nuova e speranza di riuscire. Questo è quello che c’è dentro i miei primi panettoni, sì panettoni e pure in vasocottura.

Ma ti rendi conto? Due giorni dietro ad un impasto che deve crescere poco a poco, che ad ogni sua nuova bollicina era tutta una festa e ad ogni uovo che se ne andata era un atto di fede.

E poi che soddisfazione, riuscire, essere presente ogni minuto di 48 ore perché ne valeva la pena. Ed è stato così, fatto! Ce l’ho fatta, e questa gloria è soffice, sa di buono come poche cose al mondo, il ricordo più vicino è il profumo della prima tutina di Mario. Ma perché poi i bambini hanno un profumo così fantastico appena nati? Non lo so.

Ma i miei panettoni sono fantastici, io sono felice e le uvette sono una droga.

Per il resto ecco come è andata.

Ho preparato una biga impastando:

30 g farina per lievitati
15 g acqua
0,5 g lievito di birra (sì, solo 0,5 g)

Ho lasciato poi riposare per 16/18 ore coperto.

Ho poi impastato (o meglio la mia planetaria l’ha fatto):

100 gr farina Manitoba
20 g tuorli
10 g zucchero
3 g lievito di birra
40 g acqua

Ho poi aggiunto 40 g burro in crema e unito alla biga amalgamando bene i due impasti. Riposto di 2 ore sempre coperto e al calduccio.

Ho preparato poi un altro impasto con:

100 g farina Manitoba
50 g tuorli
10 g zucchero
10 g latte intero
4 g lievito di birra

Ho poi aggiunto 50 g burro in crema, impastato e poi unito all’impasto precedente.

Riposto di 2 ore sempre coperto e al calduccio.

Quando sembra che non ce la facciate più arriva il bello.

Ho impastato:

450 g farina Manitoba
150 g tuorli
100 g panna liquida (sono sincera avevo solo la panna da cucina)

E poi unito un po’ alla volta il precedente impasto e poi tutto il resto, ovvero:

130 g zucchero
20 g miele d’acacia
6 g sale
90 g panna liquida
75 g burro in crema
1 vaniglia in bacche
30 g miele d’arancio
52 g burro in crema
buccia di limone grattugiata, uvette (tante) e albicocche secche.

Riposo per 1 ora.

Passato il tempo ho preparato i vasi dividendo l’impasto in palline poste nei barattoli e lasciate a lievitare per 5 ore. Poi cottura in forno, 180° per una mezzoretta. Tutto è pronto quando il profumo arriva anche in camera e la temperatura al centro dei panettoni è di 94°C.  Ho sfornato, chiuso con coperchio e rovesciato fino a completo raffreddamento. Il primo però l’ho mangiato ancora caldo. Soffice che ti viene da piangere. Gnam.

 

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Piccole manine, grandi gioie!

TORTA DEL NANETTO

Questo è il post del senso del tempo, del cambiamento e della nuova me.

Mamma.

Una parola semplice, quella che quando la senti per la prima volta ti viene da piangere perchè porta dentro tante emozioni, gioie e paure, così tante come non ne avevo mai provate prima.

Questo è oggi. Questa è la nuova vita. Oggi ci sono due manine in più a tavola e si sentono! Sì, perchè sono curiose, esplorano il mondo con gusto vero e si fanno ben capire quando trovano “HAAMMM”. Gioia e stupore per questi sapori nuovi, dolci e succosi, come le mele, e entusiasmo per queste consistenze impalpabili e bianche come la ricotta.

Questa allora è l’ispirazione per la torta per il mio nanetto. Senza zucchero, ma dolce di natura.

Ecco gli ingredienti e cosa ho fatto:

  • 250 g di ricotta di mucca
  • 3 uova
  • 100ml di succo di mela
  • 2 cucchiai di olio di mais
  • mezzo bicchiere di latte di riso
  • 200 g di farina, io ho usato Mix it! Universal di Schar
  • 50 g di fecola di patate
  • una bustina di lievito per dolci
  • 3 mele

Ho lavorato la ricotta con i tuorli, il succo di mela, l’olio, il latte di riso fino ad ottenere un composto liscio ed omogeneo. Ho poi unito le farine e lievito.

A parte ho montato a neve ferma gli albumi con un pizzico di sale e inglobato al composto e aggiunto le mele a pezzetti.

Tutto in forno a 180°C per 40 min ca.

Polvere di zucchero e nanetto del cuore.

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Tentazione in Rosso

Slurp Cake

Questo non è un esperimento, non è una nuova ricetta MA semplicemente voglia di qualcosa di buono.

Rosso Lampone e Bianco Panna. IO ADOROOO.

L’occasione è ghiotta, quella della prima candelina del mio piccolo principe. Lui che con il suo ditino esplora il mondo e che quando vede rosso si accede neanche fosse un toro non avrebbe saputo come resistere a questa bella coppia.

Lui affonda il dito nella panna, giusto un attimo prima di me. Cibo proibito per entrambi, sguardi di complicità e baffetti di tentazione. Gioia pura.

La storia è semplice. Alla base c’è un soffice muffin fatto di “Ciambellone senza muuuu e coccodè” con lamponi freschi nell’impasto e un po’ di panna fresca, non zuccherata e leggermente montata, mette la golosità che ci meritiamo. Un lampone e ci siamo, auguri piccolo amoremio.

Slurp cake… e papone non lo saprà mai.

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20 meno 1

Zeppole di San Giuseppe

Il 19 marzo è sempre stato prima di tutto il giorno che precede il mio compleanno. Questo quando ero piccola e l’attesa della festa, dei regali, di rivedere i cugini era tanta. Era il giorno dei preparativi ed era bello vedere mamma riprendere quel suo quaderno di cucina e ricette pieno zeppo di foglietti, post-it e macchie di caffè del tiramisu.

Questa volta è stato diverso. Sebbene 35 sia una tappa notevole per le mie lentiggini. Questa volta sono stata io che ho tirato fuori pizzini vari, cartacei e non, per iniziare a creare una storia di affetto e preparativi per dei piccoli grandi occhi azzurri.

E allora si festeggia. Ci si prepara e la tavola della cucina si riempie di aspettative e curiosità. E il 19 rimane la festa del papà con i fiori gialli del giardino di casa e le zeppole di San Giuseppe.

Una particolare, io odio la saccapoche e ho sempre avuto “paura” della pasta choux. Ma amo le amarene con la crema pasticcera. Così ci provo, verrà fuori qualcosa.

Ecco come è andata. Partiamo dagli ingredienti:

  • 3 uova
  • 150 gr di farina
  • 25 gr di burro
  • 1/4 lt di acqua
  • crema pasticcera
  • amarene sciroppate
  • zucchero a velo

Ho riscaldato acqua e burro con un pizzico di sale fino ad inizio bollicine. Ho poi versato tutta la farina setacciata e lavorato energicamente con una frusta per 10 min, fino a che il composto non si é staccato dai bordi della pentola. Ho poi aggiunto le uova, uno alla volta, fuori dal fuoco, e lavorato fino ad un composto liscio. Riposo di una mezzoretta. Poi saccapoche con beccuccio a stella. Ho realizzato delle ciambelline su pezzi di carta forno unta e poi le ho tuffate in olio caldo per la frittura.

Dopo la doratura saranno croccanti fuori e soffici dentro. Alcune ciambellinesono finite in zucchero e cannella e altre sono diventate zeppole con crema pasticcera, amarena e zucchero a velo. E l’impasto avanzato é andato in forno per farne degli eclairs con panna e cioccolato. Tutto fatto, più semplice del previsto. Ma la saccapoche non mi piace proprio.

auguri.

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keep calm & fatti una fetta

Torta di mele superbuonaGrandi domande e troppi punti esclamativi in testa per un pomeriggio di inverno. E allora mentre la mente vola, lo sguardo si posa sul rosso. Due mele rosse. Belle, rotonde e profumate. Ricordi di gesti semplici, di anni passati e di grandi ceste di frutta appena raccolta e di nascondino, tanto fino a non aver più fiato. Tutto questo solo per due mele, magiche evidentemente.

Basta pensare, impastiamo. Ci vuole proprio una cosa soffice e profumata per liberare la mente e così si va al mercato per latte e uova fresche.

>Gli ingredienti e come è andata:

  • due mele rosse, magiche
  • 400gr di farina
  • 100ml di latte fresco
  • 300gr di ricotta
  • 175gr di zucchero di canna
  • 175gr di zucchero semolato
  • 4 uova
  • Buccia grattugiata di un lime
  • Un pizzico di sale ed una bustina di lievito per dolci

Ho montato le uova con lo zucchero semolato e lavorato a parte la ricotta setacciata con lo zucchero di canna e lime e successivamente aggiunto al composto di uova, continuando a montare.

Ho poi aggiunto gradualmente la farina ed lievito alternando al latte a filo ed infine le mele a fettine.

Forno 180°, 60 minuti. Zucchero a velo misto a cannella.

Una fetta non basta!

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Pasteis de Belem, sì ma vegan

Pasteis de Belem vegan

Ci sono profumi che accendono la memoria e aprono la scatola dei ricordi.

La cannella per me è Lisbona.

Un viaggio che non si scorda e una citLisboa 2011tà che ha lasciato il segno. Noi con la nostra Lonely in mano, quella piena di post-it e cartoline, circondati dal blu delle maioliche in fila come tanti altri in voglia di qualcosa di buono e già ubriachi di questo dolce profumo di cannella. Mmm che voglia..acquolina in bocca. E io che come al solito nei momenti topici ahiahiai non sto bene..mi sa che devo saltare questo giro. E allora Paolo si butta in questo bis di bontà e si concede pure un extra zucchero e cannella. A me rimane il compito delle foto.

E oggi torno su questi ricordi con una variante della ricetta tradizionale, senza latte e derivati. Ecco qui gli ingredienti:

  • 125 ml latte di soia
  • 100 ml di tofu vellutato
  • 2 tuorli
  • 1-2 cucchiai di zucchero di canna
  • 20 g di farina di riso
  • Buccia di mezzo limone
  • Mezza bacca di vaniglia
  • Pasta sfoglia (a base vegetale)
  • Cannella e zucchero a velo

Ho lavorato insieme i tuorli e lo zucchero e un pizzico di sale e incorporato poi la farina di riso e il latte di soia a poco a poco e quando il composto è diventato bello liscio aggiunto il tofu vellutato.

Ho trasferito il tutto in pentolino con la vaniglia e la buccia di limone per una cottura a bagno maria. Una volta addensata la crema ho eliminato vaniglia e limone.

Ho tagliato dei dischi di pasta sfoglia e foderato degli stampini da muffin. Ho posto al centro di ogni cestino un po’ di crema, spolverizzato di cannella.

Forno 170° per 20 min. Zucchero a velo.

Cannella nell’aria. Soddisfazione massima.