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Aspettare, per esserci.

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Il tempo, il mio e degli altri. Come smettere di pensare che non sia eterno? Come accettare che sia già andato? Come esserci e basta?

Il fatto è che non lo so o non voglio saperlo fino in fondo.

Piano piano, piccoli gesti precisi e misurati, tanta pazienza, curiosità infinita per questa cosa nuova e speranza di riuscire. Questo è quello che c’è dentro i miei primi panettoni, sì panettoni e pure in vasocottura.

Ma ti rendi conto? Due giorni dietro ad un impasto che deve crescere poco a poco, che ad ogni sua nuova bollicina era tutta una festa e ad ogni uovo che se ne andata era un atto di fede.

E poi che soddisfazione, riuscire, essere presente ogni minuto di 48 ore perché ne valeva la pena. Ed è stato così, fatto! Ce l’ho fatta, e questa gloria è soffice, sa di buono come poche cose al mondo, il ricordo più vicino è il profumo della prima tutina di Mario. Ma perché poi i bambini hanno un profumo così fantastico appena nati? Non lo so.

Ma i miei panettoni sono fantastici, io sono felice e le uvette sono una droga.

Per il resto ecco come è andata.

Ho preparato una biga impastando:

30 g farina per lievitati
15 g acqua
0,5 g lievito di birra (sì, solo 0,5 g)

Ho lasciato poi riposare per 16/18 ore coperto.

Ho poi impastato (o meglio la mia planetaria l’ha fatto):

100 gr farina Manitoba
20 g tuorli
10 g zucchero
3 g lievito di birra
40 g acqua

Ho poi aggiunto 40 g burro in crema e unito alla biga amalgamando bene i due impasti. Riposto di 2 ore sempre coperto e al calduccio.

Ho preparato poi un altro impasto con:

100 g farina Manitoba
50 g tuorli
10 g zucchero
10 g latte intero
4 g lievito di birra

Ho poi aggiunto 50 g burro in crema, impastato e poi unito all’impasto precedente.

Riposto di 2 ore sempre coperto e al calduccio.

Quando sembra che non ce la facciate più arriva il bello.

Ho impastato:

450 g farina Manitoba
150 g tuorli
100 g panna liquida (sono sincera avevo solo la panna da cucina)

E poi unito un po’ alla volta il precedente impasto e poi tutto il resto, ovvero:

130 g zucchero
20 g miele d’acacia
6 g sale
90 g panna liquida
75 g burro in crema
1 vaniglia in bacche
30 g miele d’arancio
52 g burro in crema
buccia di limone grattugiata, uvette (tante) e albicocche secche.

Riposo per 1 ora.

Passato il tempo ho preparato i vasi dividendo l’impasto in palline poste nei barattoli e lasciate a lievitare per 5 ore. Poi cottura in forno, 180° per una mezzoretta. Tutto è pronto quando il profumo arriva anche in camera e la temperatura al centro dei panettoni è di 94°C.  Ho sfornato, chiuso con coperchio e rovesciato fino a completo raffreddamento. Il primo però l’ho mangiato ancora caldo. Soffice che ti viene da piangere. Gnam.

 

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Abracadabra

BagelLa pazienza e la curiosità. Due cose che mi ronzano in testa. La prima per quello che è oggi e la seconda per quello che sarà. A volte è così, è il senso del cambiamento o meglio la voglia di cambiare e di vedere come sarebbe solo se … come sarebbe se con una parolina magica il tempo andasse avanti oppure molto indietro. Forse sarebbe strano oppure sorprendente o magari chissà semplicemente non è il momento adatto per fare questa magia. E allora rimane il presente. Le piccole magie si possono fare lo stesso. Perdere le chiavi di casa in una borsa grande come un pacco di biscotti e pagare due volte la stessa multa, queste sono quelle di oggi. Anzi no, manca questa. Pochi ingredienti tutti insieme e poi viene fuori un pezzo di vacanza. Bagel, abracadabra! Ecco la pozione magica:

  • 300 gr di farina
  • 50 gr di burro fuso
  • Un tuorlo
  • Un pizzico di sale
  • 4 cucchiai di zucchero, ma la prossima volta ne metterò due
  • 15 gr di lievito di birra secco
  • Acqua calda
  • Malto d’orzo
  • sesamo

Ho sciolto il lievito in acqua calda, circa 1,5 dl e aggiunto al resto degli ingredienti impastando fino ad ottenere una palla liscia. Ho lasciato lievitare fino a raddoppiare il volume. Ho formato delle palline e fatto poi un buco al centro. Ho fatto rilievitare per 30 min e poi cotto in acqua calda in cui avevo sciolto un cucchiaio di malto d’orzo. Un po’ di sesamo e poi forno 180°, 30 min. Salmone affumicato e robiola per finire.