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Pasteis de Belem, anche a casa!

 

Ci sono profumi che accendono la memoria e aprono la scatola dei ricordi.

La cannella per me è Lisbona.

Un viaggio che non si scorda e una citLisboa 2011tà che ha lasciato il segno. Noi con la nostra Lonely in mano, quella piena di post-it e cartoline, circondati dal blu delle maioliche in fila come tanti altri in voglia di qualcosa di buono e già ubriachi di questo dolce profumo di cannella. Mmm che voglia..acquolina in bocca. E io che come al solito nei momenti topici ahiahiai non sto bene..mi sa che devo saltare questo giro. E allora Paolo si butta in questo bis di bontà e si concede pure un extra zucchero e cannella. A me rimane il compito delle foto.

E oggi torno su questi ricordi con una variante della ricetta tradizionale, senza latte e derivati. Ecco qui gli ingredienti:

  • 125 ml latte di soia
  • 100 ml di tofu vellutato
  • 2 tuorli
  • 1-2 cucchiai di zucchero di canna
  • 20 g di farina di riso
  • Buccia di mezzo limone
  • Mezza bacca di vaniglia
  • Pasta sfoglia (a base vegetale)
  • Cannella e zucchero a velo

Ho lavorato insieme i tuorli e lo zucchero e un pizzico di sale e incorporato poi la farina di riso e il latte di soia a poco a poco e quando il composto è diventato bello liscio aggiunto il tofu vellutato.

Ho trasferito il tutto in pentolino con la vaniglia e la buccia di limone per una cottura a bagno maria. Una volta addensata la crema ho eliminato vaniglia e limone.

Ho tagliato dei dischi di pasta sfoglia e foderato degli stampini da muffin. Ho posto al centro di ogni cestino un po’ di crema, spolverizzato di cannella.

Forno 170° per 20 min. Zucchero a velo.

Cannella nell’aria. Soddisfazione massima.

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Bianco puro, mi piace!

Ci sono cose che nascono semplici e rimangano tali nel tempo, intatte e fedeli alle origini e altre che diventano invece banali e quasi noiose. Che dire della torta di mele? E’ la bontà autentica, semplice come un buffetto sulla guancia. E il polpettone con il purè di patate? Una dolce certezza come il “copriti!” di mamma quando esco di casa.

Panna cotta?? Per me sempre stata una massa informe. Sarà perché non è nei miei ricordi di casa ma ho in mente solo tanti camerieri che ripetono a memoria il trittico “creme caramel-tiramisù-panna cotta”.

Ma poi un giorno vai al mercato, conosci un signore sulla sessantina e qualcosa cambia.

Sergio ha un cappello bianco tipo Panama, una pancia da “se magna e beve” e la battuta facile. Consegna il lunedì mattina i prodotti della sua azienda agricola biologica al mercato rionale: principalmente latte e formaggio. E’ bello conoscere chi ha lavorato per quello che mangiamo. E allora alla faccia del latte della Lola, nel frigo oggi avevo una bottiglia di questa panna del latte di Sergio.

Così ci provo, faccio la panna cotta. Proprio io che la snobbavo, quasi di più dei libretti di istruzione.

E mi piace! Non è banale, proprio per niente e nel suo avere poco è quasi minimal chic. Un colore: bianco Panna e bianco zucchero. Una consistenza: scioglievolezza che si mangia. In due parole: latte da mordere, in purezza.

Salto la lista degli ingredienti usati perché è davvero breve e passo allora subito al come ho fatto:

  • 3ho inciso una bacca di vaniglia ed raccolto i semi
  • ho messo due fogli di colla di pesce a bagno in acqua
  • ho portato ad ebollizione 250gr di panna fresca di Sergio con la vaniglia e 40 gr di zucchero
  • fuori dal fuoco, ho aggiunto la colla pesce e suddiviso il composto in due bicchieri

In abbinamento ho provato con il passion fruit, perfetto per bilanciare la dolcezza della vaniglia, e con un croccante di mandorle fatto con zucchero di canna così da avere qualcosa di dolce-amaro da sgranocchiare.

E allora, grazie Sergio.

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Inverno tempo di noci

Noci, sono buone e fanno bene. A casa mia non mancano mai, da quando quella piantina dietro casa dei miei non si dimentica mai di buttarne giù un paio di casse che, come da tradizione, diventano il passatempo serale di mio papà. Eh sì, perché pulirne e aprirle (ovviamente senza farne una poltiglia) richiede mani esperte e pazienti. E così mi ritrovo sempre con un po’ di queste piccole bontà della stagione autunno/inverno per arricchire il muesli della mattina.

Qualche giorno fa ne ho fatto un doppio perfetto con un altro ingrediente che da quanto siamo in pista con pappe e pappine è sempre presente in frigo, le carote. Nasce così questo dolce poco dolce di noci e carote.

Passo agli ingredienti:Torta noci e carote

  • una tazza di carote grattugiate
  • una tazza di noci tritate grossolanamente
  • 1/4 di tazza di olio EVO
  • una tazza di latte di mandorla
  • una tazza + 1/4 di farina (meglio se integrale o del tipo “1”)
  • 1/4 di tazza di zucchero di canna (ma anche meno)
  • un cucchiaino e mezzo di lievito per dolci

Impastare nel mixer prima gli ingredienti umidi e poi unire le polveri.

Cuocere in forno a 180° per 50 min.

IDEE. Mentre impastavo mi sono venute in mente le prossime varianti: mele grattugiate al posto delle carote con un pizzico di cannella, oppure pere e cioccolato, mandorle al posto delle noci. Proverò e vi saprò dire.