Un viaggio a occhi chiusi.

Oggi scrivo di un tempo che mi sono voluta prendere e sentivo di aver guadagnato già molti mesi fa.

Ero a Milano, immersa in un azzurro carta da zucchero come era tanto che non vedevo. Piccoli bagliori dorati e materia allo stato puro, questo ho sentito non appena un sorriso mi ha accompagnato al mio posticino.

Sola a cena, volevo uno spazio solo mio. Plato Chic Superfood era già tutto quello di cui avevo bisogno per quel sabato speciale. Volevo liberare la testa, sentire il flusso delle idee scorrere per scoprire una nuova meta. Chiudere gli occhi e sentirsi portare, stavo per fare proprio questo.

Non è facile abbandonarsi senza riserve ma a volte basta poco per conoscere, capire dove ti trovi e quanto un posto possa farti stare bene. Io ci ho messo giusto il tempo di leggere la carta e sorseggiare un bicchierino d’acqua, dolce di mirtilli e profumata al bergamotto con spinacino. Davvero poco e già ne ero innamorata.

Lo chef Fabio di Martino ha tracciato per me la rotta di un viaggio privato. Avevo scelto il menu a “mano libera”.

Non sapevo cosa aspettarmi, ho iniziato a guardarmi intorno. Vicino a me avevo libri che avrei scelto per la mia nuova casa, le luci suadenti come la musica. Ho cercato di ricordarmi della teoria delle idee di Platone, ma ammetto solo per una frazione di secondo e niente di più.

Sono quindi arrivata alla prima tappa con una certa curiosità. Davanti a me avevo una focaccia a lenta lievitazione con dell’avocado, salmone e caviale. Quel pizzico di sale Maldon affumicato era così ruffiano sotto ai denti, rendeva tutto ancora più soffice. Cercavo sempre tutto in un boccone, perché quando c’era anche il caviale … wow, ero davvero strafelice. Per mia fortuna ero sola al tavolo, non ne avrei ceduto neanche un pezzetto. Tutto mio.

Poi ancora dei piccoli morsi, da assaporare in un crescendo di papille dal gambero con pomodoro e mirtillo al raviolo con il super carciofo fino al croccante del salmone che ha mandato in tilt tutto il sistema. Il cumber tonic, un mocktail in lista, mi ha riportato ben salda sulla mia poltroncina di velluto.

Sono poi andata al mare con dei piccoli tortellini. Alga spirulina, gamberi dolci e una generosa bisque stavano insieme e con amore grazie alla gelatina di pomodoro, vero colpo di coda del piatto. Qui ho poi indugiato ancora un po’ nell’ultima sosta prima del dolce.

Il polpo viola aveva di colpo rubato tutto il centro della scena. Ne aveva ben diritto, fiero delle otto ore di cottura a bassa temperatura e tutto il sapore del suo mare. Lo Chef aveva scelto i suoi tentacoli solo per me e il piccolo viaggio segreto che stava per terminare. E’ lui stesso a parlarmene proprio perché la mia era stata una delle prime Superfood Golden Experience. Con emozione e soddisfazione mi stringeva la mano mentre anticipava il capolinea.  

Crumble di fava tonka, sciroppo salato di arancia e cannella, rosa di mela e crema diplomatica al bergamotto. Tutto questo per un piccolo fiore di mela dove il cucchiaio era dolce, fresco, di una complessità che è tutta risolta nel suo essere semplicemente buono, tanto buono da non voler che finisca più.

Da lì un vero e proprio bisogno di ripetere e riprovare. Tornerò per i veli e sicuramente per il brunch.

Intorno a quel tavolo ho trovato una chiarezza di idee che ti emoziona per la forza con cui arriva fin sulla pelle. Rimango sempre rapita quando incrocio una passione così dirompente e semplice.

Only for Chic Food Lovers.

Plato Chic Superfood Via Cesare Battisti, 6, 20122 Milano

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