Un po’ di questo.

Ci sono cose che succedono così, capitano, le vedi ma non sai nemmeno cosa sia stato a farle accadere. A volte è semplice, si è presenti e le cose girano intorno a noi e noi giriamo con loro. Non è bello mentre ci sei dentro, perché sembra non sia il tuo ballo però l’importante è andare. Solo quando la musica si fermerà sarà possibile capire.

Allora senza valzer nelle orecchie ti guardi indietro e vedi tutti i passi, avanti e indietro. Alcuni sono più marcati e ne riconosci i solchi a terra, altri invece devono esser stati davvero incerti perché hanno lasciato solo della polvere scomposta a memoria.

Ballare, sembra difficile quando vedi gli altri che riescono ma poi è tutta questione di passi, uno avanti e uno indietro con piede certo e mano salda. Serve una presa che non senti ma c’è.

Così senza troppa scienza mi accorgo che basta un po’ di questo e un po’ di quello per andare e che ho (quasi) imparato a ballare anche senza musica.

Semplice, così come viene.

Un po’ come prendere della buona pasta all’uovo, cotta la dente e condita con una crema che sa di latte e profuma di primavera.

Basta frullare una burrata per ogni piatto con dell’olio, sale e pepe, delle foglie di basilico fresco e una manciata di asparagi saltati in padella. Poi sarà semplice condire la pasta con la crema, completare con le punte di alcuni asparagi scottati e del salmone affumicato. Poi olio extravergine di oliva, pepe se ce ne è voglia e parmigiano se ce ne è bisogno.

Semplice.

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